Tra le prime colline a due passi da Maniago, rinomata città delle lame e dei coltelli, si trova uno dei “Borghi più belli d’Italia”: Poffabro.

La stagione autunnale che dipinge di rosso ed aranciato il paesaggio è la stagione ideale per addentrarsi nel bosco dei dintorni, alla ricerca di funghi, noci e apprezzare i folti castagneti che depongono ai loro piedi un tappeto di ricci preziosi. 

Soprattutto in passato hanno rappresentato un tesoro nascosto durante i periodi di carestia, non solo per il prezioso legname, ma anche per la farina di castagne utile in cucina ed i malli di noce, per la concia delle pelli o la medicina popolare.

La strada lentamente si inerpica toccando qua e là sparuti gruppi di case da cui proviene un invitante aroma di cucina e non è raro incontrare i boscaioli che lavorano a preparare le scorte per l’inverno: qui le cucine economiche sono ancora in funzione e il rito quotidiano dell’accensione del fuoco serve anche da compagnia alla solitudine che si respira in queste valli.

Il piccolo villaggio appoggiato sul fianco assolato della montagna, ad un’altitudine di 525 m. s.l.m. accoglie il visitatore con la graziosa fontana centrale nella piazza della chiesa, obbligando a lasciare qualsiasi mezzo con cui ci è inerpicati sin qui. 

Il modo migliore per visitare il paesino è lasciarsi condurre dall’istinto e perdersi camminando tra le strette strade lastricate in pietra, sotto archi e dentro corti, con il naso all’insù per ammirare gli innumerevoli tipici ballattoi in legno delle case: sembra essere dentro un quadro di Escher!

La pace regna indiscussa ed il ritmo del tempo lento regala emozioni e scorci altrimenti fugaci.

Molti oggetti della passata vita contadina sono appesi lungo i muri ed i soffitti dei poggioli, diventando messaggio di creatività e cura da parte degli abitanti del luogo. 

Un’atmosfera particolare si respira durante le feste natalizie, quando questo amore per la proprie tradizioni viene espresso anche attraverso l’allestimento di diversi presepi confezionati dalla collaborazione di molte mani.

Nella stagione della vendemmia è piacevole sostare sulla terrazza panoramica della Trattoria La Pignata , riparata dal vento e ombreggiata dalle viti che offrono succulenti grappoli.

E’ il locale adatto a gustare alcuni cibi tipici come blecs, frico, pitina e formai frant accompagnati dai proverbiali vini friulani. 

Qui non siamo distanti dai Magredi, terreni ricchi di minerali dove si coltivano vitigni che producono rinomati vini

Imperdibile la visita alla Bottega “Le scarpèti della Val Colvera”, audacemente aperta da una ragazza che tramanda la memoria delle antiche calzature in velluto, fatte di pezze di stoffa e copertoni della bicicletta, oggi usate soprattutto dalle persone anziane.

Sullo sfondo le selvagge Dolomiti Friulane offrono un contesto ideale per organizzare piacevoli giri in e-bike per scoprire luoghi poco conosciuti e scarsamente abitati, come la limitrofa Valdifrina, la Valcellina con il suo bel lago di Barcis, la Val Tramontina o il dirimpettaio borgo di Frisanco. 

Quest’anno da queste parti è passato anche il 103° Giro d’Italia. 

Merita una sosta il grazioso Museo “Da li mans di Carlin” che raccoglie la rappresentazione in miniatura di Frisanco; l’ abilità di un anziano abitante, in 40 anni di dedizione, ha riportato alla vita l’atmosfera della laboriosa civiltà contadina: la chiesa, l’osteria, la scuola, il mulino, le case, il battiferro, le stalle, a volte animati meccanicamente, e contenenti i minuscoli oggetti della quotidianità, riescono a trasmettere l’autenticità e la genuità di questa terra. 

La visita è indicata anche ai bambini.

Imperdibile a fine luglio il festival di artisti di strada immerso nella natura: Brocante.

Per gli appassionati di storia e letteratura segnalo a pochi chilometri la visita al piccolo paesino di Navarons di Meduno, i cui abitanti nel 1864, guidati dal capo del movimento insurrezionale dr. Antonio Andreuzzi, entrarono a far parte degli eventi della grande Storia nazionale, legata a Mazzini e Garibaldi, per gli ultimi moti risorgimentali friulani a favore dell’indipendenza dall’Impero Austro-Ungarico. 

Il paesino fu anche culla della nota poetessa e scrittrice friulana Novella Cantarutti che nei primi anni del secondo Dopoguerra intrecciò una vicinanza esistenziale, affettiva e letteraria con il più famoso conterraneo Pier Paolo Pasolini. 

Per celebrare i 100 anni dalla nascita di una delle voci più alte della poesia friulana, una mostra invita alla riflessione grazie a immagini e testi disposti lungo i piccoli vicoli delle case di pietra che accolsero questa grande donna.

Contatti utili per organizzare il viaggio:

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Visit to the enchanting village of Poffabro among scents, tastes and emotions

Among the first hills a stone’s throw away from Maniago, renowned city of blades and knives, there is one of the “most beautiful villages in Italy”: Poffabro.

The autumn season, which paints the landscape red and orange, is the ideal season to have a walk into the surrounding woods in search of mushrooms, walnuts and appreciate the thick chestnut groves that lay a carpet of precious hedgehogs at their feet . 

Especially in the past they have represented a hidden treasure during periods of famine, not only for the precious wood, but also for the chestnut flour useful in the kitchen and the walnut husks, for the tanning of skins or popular medicine.

The road slowly climbs up passing through, here and there, scattered groups of houses from which an inviting aroma of cooking comes and it is not rare to meet woodcutters who work to prepare the stocks for the winter: here the stoves are still in operation and the daily ritual of lighting the fire also serves as a companion to the loneliness that one breathes in these valleys.

The small village, which lies on the sunny side of the mountain, at an altitude of 525 m. above sea level, welcomes visitors with its pretty central fountain in the church square, forcing them to leave whatever means of transport they have climbed up here. 

The best way to visit the village is to let your instinct lead you and get lost walking through the narrow stone-paved streets, under arches and inside courtyards, with your nose up to admire the innumerable typical wooden walkways of the houses: it feels like being inside a painting by Escher!

Peace reigns undisputed and the rhythm of slow time gives emotions and glimpses otherwise fleeting.

Many objects from past rural life hang on the walls and from ceilings of the balconies, becoming a message of creativity and care from the locals. 

A special atmosphere can be breathed during the Christmas period, when the love for one’s own traditions is also expressed through the preparation of various cribs created thanks to the collaboration of many hands.

During the harvest season you can enjoy a stop at the panoramic terrace of Trattoria La Pignata, sheltered from the wind and shaded by the vines that offer succulent bunches of grapes.

It is the ideal place to taste some typical foods such as blecs, frico, pitina and formai frant accompanied by the proverbial Friulian wines.

Here we are not far from the Magredi, soils rich in minerals where they grow vines that produce renowned wines. 

Don’t miss a visit to the Bottega “Le scarpèti della Val Colvera“, audaciously opened by a girl who handed down the memory of the ancient velvet shoes, made of pieces of cloth and bicycle tyres, nowadays used mainly by elderly people.

In the background the wild Friulian Dolomites offer an ideal context to organize pleasant e-bike tours to discover little known and sparsely inhabited places, such as the neighbouring Val di Frina, or Val Tramontina, or Valcellina or the opposite village of Frisanco .

This year the 103rd Giro d’Italia has also passed through these parts.

A stop at the pretty Museum “Da li mans di Carlin” which collects the miniature representation of the village is a must. 

The ability of an elderly inhabitant, in 40 years of dedication, has brought back to life the atmosphere of the laborious peasant civilization: the church, the tavern, the school, the mill, the houses, the blacksmith, the stables, sometimes mechanically animated, and containing the tiny objects of everyday life. They succeed in conveying the authenticity and genuineness of this land.

The visit is also suitable for children.

Not to be missed at the end of July the festival of street artists immersed in nature: Brocante.

Few kilometres away, lovers of history and literature can visit the small village Navarons di Meduno which is known as its inhabitants, led by the leader of the insurrectional movement Dr. Antonio Andreuzzi in 1864, became part of the events of the great national history, connected to Mazzini and Garibaldi. These were the last Friulian Renaissance mottos in favour of independence from the Austro-Hungarian Empire.

The village was also the cradle of the famous Friulian poet and writer Novella Cantarutti, who in the first years of the Second World War intertwined an existential, emotional and literary relation with her more famous and and fellow countryman Pier Paolo Pasolini.

An exhibition, that celebrates the 100th bith anniversary of one of the highest voices of Friulian poetry, invites reflection through images and texts arranged along the small alleys of the stone houses that welcomed this great woman.

Useful contacts to organize your trip:

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(Translated by Marta De Rosa)